Intelligenza Artificiale e professione forense: il CNF approva il modello di informativa per i clienti

di Avv. Tommaso Rossi – Esperto in diritto amministrativo, IA e tutela della privacy
Pubblicato su RPC Studio Legale

Una nuova tappa nell’integrazione dell’AI nella professione legale

L’entrata in vigore della legge n. 132 del 2025 sull’Intelligenza Artificiale segna un passaggio importante per tutte le professioni intellettuali, e in particolare per quella forense.
L’articolo 13 della legge impone ai professionisti l’obbligo di informare i clienti sull’eventuale impiego di sistemi di Intelligenza Artificiale nello svolgimento dell’incarico, sia giudiziale che stragiudiziale.

Per supportare l’attuazione di questo obbligo, il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha elaborato uno schema di informativa tipo che gli avvocati potranno utilizzare nei rapporti con i propri assistiti.


📄 Il contenuto dell’informativa CNF

Nel documento elaborato dal CNF si chiarisce che l’avvocato, ove lo ritenga utile, potrà ricorrere a sistemi di Intelligenza Artificiale per attività di supporto e ausilio all’esercizio della professione.
Viene tuttavia precisato che:

  • l’utilizzo dell’AI avverrà nel pieno rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e dei principi di riservatezza e correttezza professionale;

  • i sistemi di AI saranno impiegati solo come strumenti di supporto, senza sostituire la valutazione autonoma del professionista;

  • ogni risultato generato dall’AI sarà oggetto di attenta verifica e validazione da parte dell’avvocato, sia nella fase di produzione sia nel controllo delle fonti.

In tal modo, il CNF ha voluto garantire un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti della persona assistita, riaffermando il ruolo centrale del giudizio umano nella prestazione forense.


💬 Una garanzia di trasparenza verso il cliente

La nuova informativa risponde a un principio di trasparenza e responsabilità professionale.
Il cliente deve sapere se e come l’avvocato utilizzerà strumenti di Intelligenza Artificiale nel trattamento dei dati e nell’elaborazione di documenti, pareri o strategie difensive.
Questo approccio, oltre a rafforzare la fiducia nel rapporto fiduciario, consente anche di valorizzare le potenzialità etiche e sostenibili dell’AI, purché utilizzata con prudenza e controllo umano.


🧭 Verso una “deontologia dell’AI”

La scelta del CNF si inserisce in una prospettiva più ampia: costruire una deontologia dell’Intelligenza Artificiale applicata al diritto.
L’obiettivo è promuovere un uso consapevole e responsabile delle tecnologie emergenti, che possa migliorare l’efficienza del lavoro forense senza snaturarne la funzione di garanzia dei diritti.

L’avvocato, anche nell’era dell’AI, resta il custode dell’autonomia del pensiero giuridico e della corretta applicazione della legge.


📞 Avv. Tommaso Rossi
Studio Legale Rossi Copparoni & Partners
Esperto in diritto amministrativo, privacy e nuove tecnologie
Per informazioni contattaci o visita il sito: www.rpcstudiolegale.it

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